I bacilli della tubercolosi

Viene riferita la presenza della tubercolosi negli esseri umani fin dall’antichità. Alcuni rilevamenti ossei vengono fatti risalire al neolitico. Segni della malattia sono stati inoltre trovati nelle mummie egiziane datate tra il 3000 e il 2400 a.C. La malattia viene descritta da Ippocrate, Plinio il Giovane, Galeno,  con confusione tra aspetti di ereditarietà della forma e una reale contagiosità. Nessun progresso rilevante viene segnalato nel Medioevo. Da ricordare la curiosità del “tocco reale”. La figura del re veniva percepita come una figura religiosa con poteri curativi al punto di credere che il tocco del re su questi ammalati potesse imporre la guarigione per il suo diritto divino. Il tocco reale rimase popolare fin nel  XVIII secolo.I nomi attribuiti furono molto influenzati dalle varie culture: yoksma in India, phtisis in Grecia, consumptione (latino), ognuno dei quali riporta all’effetto di “consunzione, cachessia” della malattia.

Con Robert Koch (1843-1910)  si arriva all’isolamento del  bacillo tubercolare. Utilizzando la colorazione con blu di metilene, riuscì ad isolarlo, identificarlo e coltivarlo in siero animale.  L’inoculazione in animali da laboratorio riprodusse la malattia, ottenendo un risultato inequivocabile. Il 24 marzo 1882 Robert Koch comunicò alla Società di fisiologia di Berlino la scoperta del Mycobacterium tubercolosis e lo descrisse così ”sottile, la cui lunghezza è metà, un quarto del diametro di un globulo rosso, molto simile al bacillo della lebbra, ma più affilato”.

Nel 1890 Koch si convinse di aver trovato il mezzo preventivo della tubercolosi in quelle sostanze che egli chiamò “tubercolina”, pubblicandone la base scientifica nel 1891. Ma l’illusione di Koch che la tubercolina potesse risultare  un metodo di cura, stimolando una valida risposta del sistema immunitario, risultò una delusione. Non solo, ma il suo utilizzo non era scevro di pericoli perché poteva provocare reazioni violente, talvolta fatali. Però poté osservare  che l’iniezione sottocutanea di tubercolina in una persona sana non provocava alcuna reazione, mentre in un soggetto già colpito dall’infezione, la stessa provocava un’intensa reazione cutanea. La tubercolina diventò quindi uno strumento con un importante valore diagnostico che permise di capire che la diffusione della malattia e ben altra cosa che quella rappresentata dalle  persone clinicamente sintomatiche.

E’ con Forlanini  (1845-1918) che la cura della tubercolosi fece un passo importante, con l’introduzione del  pneumotorace terapeutico. I risultati del suo nuovo metodo di cura della tubercolosi polmonare  furono presentati al Congresso di Medicina Interna tenutosi a Roma nel 1894, ma soltanto nel 1912, al Congresso Internazionale sulla tubercolosi tenutosi sempre a Roma, egli ebbe un riconoscimento completo del suo metodo da parte dei tisiologi di tutto il mondo.

La scoperta dell’agente eziologico della tubercolosi con Robert Koch nel 1882, la scoperta dei raggi X (W. K. Roentgen 1895) e la diffusione della diagnostica radiologica, nonché l’affermazione delle teorie di C. Forlanini con la progressiva introduzione del pneumotorace terapeutico per il trattamento della tisi polmonare, resero  indipendente la prima branca della pneumologia, la tisiologia, che ha avuto un ruolo determinante e fondamentale per contenere e controllare la malattia tubercolare. Sotto l’influenza di queste tre scoperte, la tisiologia si affermò  in tutto il mondo, come specialità autonoma, rendendo possibili i primi successi nella lotta contro la malattia tubercolare, soprattutto a protezione delle classi sociali più deboli e più esposte, in occasione di eventi bellici e di calamità sociali. Sorgevano così in Europa i primi dispensari ed i primi sanatori antitubercolari con rapida diffusione nei paesi industrializzati e l’importante rete dispensariale, purtroppo oggi smantellata.

Ingresso Sanatorio di Ornago (MB)