Origine dello stetoscopio

L’ascoltazione del torace con il solo orecchio appoggiato al torace,  sia per lo stato di separazione sociale tra i due sessi nell’800, sia per il rischio di contrarre malattie infettive, risultava quantomeno sconveniente.
Un medico francese di nome René – Théophile – Marie – Hyacinthe Laennec (Quimper, 17 febbraio 1781 – Kerlouarnec, 13 agosto 1826) dell’Ospedale  Necker  di Parigi ebbe nel 1816 una brillante intuizione, si  dice,  osservando alcuni ragazzi giocare battendo su una canna ed ascoltando il suono trasmesso all’altra estremità. Durante una visita, arrotolò un quaderno che interpose tra il suo orecchio ed il torace della paziente in questo caso. E meravigliato si accorse che i suoni provenienti dal torace non solo venivano amplificati ma addirittura se ne potevano identificare degli altri.

Il passo successivo fu quello di concretizzare questa intuizione in un piccolo strumento, un cilindretto di legno, percorso longitudinalmente da una sottile scanalatura: nacque così il primo stetoscopio, derivandolo da Stétos=torace e Scopéo=osservo, esploro.


Per diversi anni, Laennec  raccolse i dati dei reperti ascoltatori, distinguendoli in soffi, rantoli, sibili. Presentò le sue esperienze nel 1918 all’Accademia delle Scienze e nel 191 nel  de l’auscultation médiate ou traité du diagnostic des maladies des puomons et du coeur fondé prinicipalment sur ce nouveau moyen d’exploration, in cui distinse i reperti ascoltatori in condizioni di normalità e nelle patologie.
Una piccola ma importante invenzione che ancora oggi rimane a simbolo della professione medica.

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:

  • Sterpellone Luciano. Dagli dei al DNA: Delfino editore: Vol.4; 597-601.

 

Per ammirare una collezione di vecchi stetoscopi.