Diffusione del CO (DLCO)

DLCO1Lo scambio di gas tra aria alveolare e sangue capillare polmonare si verifica grazie ad un processo di diffusione. Con questo termine si descrive, pertanto, il passaggio in direzioni opposte dei gas respiratori, l’ossigeno (O2) e l’anidride carbonica (CO2), attraverso la membrana alveolo-capillare, struttura complessa che comprende lo spessore della parete alveolare, la parete dei capillari, il plasma e la parete dei globuli rossi. Quindi l’ossigeno deve diffondere attraverso le strutture elencate fino alle molecole di emoglobina con le quali si combina chimicamente.
Ben si comprende che in una situazione così articolata la diffusione dei gas possa essere influenzata da fattori che alterino la ventilazione, o che  modifichino la perfusione ed anche da fattori strettamente legati allo spessore della membrana alveolo-capillare.
Il Gold standard dei test per l’analisi della diffusione della membrana alveolo-capillare è il test in respiro singolo del CO. Si utilizza una gas come il CO (monossido di carbonio) a bassissimo dosaggio ma che presenta un’affinità per l’emoglobina circa 200 volte superiore all’ossigeno. Nella miscela è inoltre presente elio (He) per avere un calcolo sui volumi polmonari come la VA (ventilazione alveolare).

Modalità di esecuzione:
Il paziente compie 4-5 atti respiratori a volume corrente, quindi esegue una espirazione lenta fino a volume residuo e successivamente compie un’inspirazione massimale fino a capacità polmonare totale (o almeno fino al 90-95% della capacità polmonare totale) impiegando 2-4 secondi. La velocità è importante perché condiziona la distribuzione gassosa intrapolmonare. Terminata l’inspirazione, il paziente trattiene il respiro per circa 10 secondi e quindi svuota i polmoni con un’espirazione fino a volume residuo. Durante i 10 secondi di apnea, parte del CO diffonde dal gas alveolare al sangue e maggiore è la capacità di diffusione, maggiore sarà la quantità di CO che si trasferirà.

Interpretazione:
L’interpretazione del DLCO non può esimersi da un’iniziale raccolta anamnestica dal paziente, dalla valutazione del quadro radiologico se disponibile e da un’iniziale prova pletismografica che orienti su un quadro ostruttivo, restrittivo o di normalità.
Importante è anche conoscere il dato emoglobinico e consigliare al paziente di non fumare almeno nelle sei ore prima dell’esame.
Rilevato un valore anormale della DLCO, se persiste dopo correzione per il valore noto di emoglobina, sarà il clinico, che tramite i contemporanei dati ricavati di volume alveolare (VA) e di coefficiente di assorbimento, dovrà orientarsi tra i vari meccanismi alla base delle patologie che possono modificare la capacità di diffusione (distruzione o rimodellamento microvascolare, distruzione alveolare, incompleta espansione alveolare, ecc.)

Esempio di referto

DLCO