Test Broncodilatazione farmacologica

E’ un test che si esegue quando è stata rilevata un’ ostruzione bronchiale per verificarne la reversibilità e la possibilità di disostruzione tramite terapia farmacologica. Inoltre l’esame viene effettuato anche in soggetti che, pur rientrando nel range di normalità, sono sospetti per patologia ostruttiva latente. 

Il test si esegue effettuando una spirometria di base; successivamente viene somministrato un farmaco broncodilatatore per via spray (generalmente il salbutamolo) che dovrà agire per un tempo di almeno 20 minuti al termine dei quali verrà ripetuta la spirometria da confrontare con quella basale.  Un test è considerato positivo se vi è un miglioramento del FEV1 (volume espirato forzato nel 1° secondo) o della FVC (capacità vitale forzata) del 12%  e di almeno 200 ml in valore assoluto.
I risultati ottenuti forniscono indicazioni sulla diagnosi differenziale tra asma e bronchite cronica e sull’eventuale terapia da adottare.

L’esame viene eseguito da un infermiere professionale o dal medico stesso,  avendo cura di spiegare come procederà la prova e di rilevare eventuali controindicazioni all’esame.

Preparazione:
Il paziente deve evitare, se possibile, di prendere farmaci antiasmatici, soprattutto broncodilatatori spray o per aerosol nelle 8-12 ore prima della prova (viene comunicato all’atto della prenotazione del test).
Dopo l’esame:
Il paziente può riprendere la terapia inalatoria precedentemente in atto dopo 4 ore dal test.

 Esempio di referto

Test di broncodilatazione