L’attacco di polmone nella BPCO

Un recente congresso a Verona con l’obiettivo di sensibilizzare sul ruolo delle esacerbazioni della Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), che colpisce circa tre milioni e mezzo d’italiani, per la maggior parte fumatori o ex fumatori. Importante una diagnosi precoce della malattia: in presenza di sintomi come tosse, mancanza di respiro e dolore al petto si deve sospettare un “attacco di polmone”, e non necessariamente un problema cardiaco.

Occorre quindi un cambio radicale di prospettiva nell’attenzione ai malati che si presentano in ospedale con tosse, mancanza di respiro e dolore al petto. Una situazione che si verifica almeno una volta all’anno nel 20-30% dei pazienti con Bpco, e che può essere prevenuta almeno in parte con una regolare aderenza alla terapia inalatoria prescritta dal medico.

Un paziente che arriva al pronto soccorso con queste caratteristiche  va considerato e trattato come un paziente acuto: va visto nel suo complesso e non soltanto per il problema polmonare, perché spesso dobbiamo far fronte a eventi che coinvolgono più organi e più funzioni. La Bpco è poco conosciuta e quindi sottovalutata dai cittadini, malgrado sia una delle patologie destinata, tra poco più di 10 anni, a diventare la terza causa di morte sul pianeta.