Non tutto ciò che fischia è……asma

Ragazza di 21 anni senza storia di fumo con familiarità per allergia. Dall’età di 15 anni, dopo un episodio di broncopolmonite, accusa frequenti episodi di riacutizzazione bronchitiche trattate a domicilio dal MMG.
Nel 2017 viene posta diagnosi di asma allergica (graminacee, epitelio di cane e gatto). Subisce diversi cambi di schema terapeutico per un’instabilità della forma asmatica fino alla definizione diagnostica di asma grave.
Una spirometria viene refertata come non interpretabile per scarsa collaborazione e quindi non vengono eseguiti nuovi accertamenti.
Giunge alla nostra valutazione ambulatoriale per l’ennesima riacutizzazione bronchitica, inviata dal curante, il quale ha già iniziato un schema antibiotico.
La radiografia viene segnalata come normale.
Al’esame obiettivo prevale un quadro di broncospasmo. Normale è la saturazione dell’emoglobina.
Decidiamo quindi di sottoporre la paziente ad un controllo spirometrico globale con pletismografo, sia per rivedere la gravità e confermare la scarsa collaborazione nell’esecuzione delle prove.

L’esame spirometrico viene eseguito perfettamente dalla paziente che risulta estremamente collaborante. Quello che si evince dalla prova è la netta riduzione del flusso espiratorio che arriva addirittura a diventare appena percepibile all’ascoltazione, tale da evidenziare un deficit ventilatorio ostruttivo severo con marcato air trapping e moderato incremento delle resistenze. La curva è marcatamente difasica con rapida chiusura delle vie aeree e successiva lenta ripresa dei flussi espiratori. Si evidenzia inoltre una falsa positività del test di broncodilatazione (FVC + 23%) dovuto semplicemente ad un espirazione più duratura nella seconda prova.
Il quadro spirometrico, seppur in un contesto di asma difficile, ci è apparso decisamente sproporzionato rispetto alla clinica ed alla sintomatologia della paziente. Il sospetto è di un’ostruzione intratoracica variabile.
Si è consigliato di completare gli accertamenti con una TAC del torace e del nastro tracheale.

La TAC evidenzia la presenza di una di formazione solida che comprime il trigono tracheale ed il bronco principale di destra all’origine.
Diagnosi istologica: carcinoide tipico tracheale coinvolgente il bronco principale di destra.

Un classico esempio su come la visione diretta del paziente durante la prova abbia indirizzato lo specialista verso il giusto percorso diagnostico.